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venerdì 24 gennaio 2014

La porcellana

La porcellana è un tipo di ceramica, ottenuta dall’impasto fra acqua e polvere di caolino, di quarzo e di feldspato, che una volta modellato viene cotto in speciali forni a temperature molto alte, tra i 1300° e i 1400° C. 

La produzione di porcellana ha origine in Cina, presumibilmente nel periodo intorno all’anno 1000, quando comparvero i primi oggetti in materiale duro, di colore bianco e marrone.

Con il tempo poi questo materiale fu perfezionato grazie alle esperienze dei ceramisti orientali della Persia e della Mesopotamia, che portarono come novità la decorazione del vasellame con il blu cobalto, dando origine alla famosa porcellana bianca e blu, molto apprezzata anche in Europa.

Le porcellane prodotte in Cina durante le dinastie Ming (1368-1644) e Qing (1644-1912) sono attualmente considerate dei veri e propri tesori artistici.


Nel continente europeo la porcellana fa il suo ingresso nel XIII secolo, quando Marco Polo, di ritorno dalla Cina, oltre alle spezie e alle sete, portò anche molti oggetti in porcellana, fino a quel momento sconosciuta.
Il boom si avrà tra il XV e il XVI secolo, quando gli oggetti in porcellana vennero importati dai mercanti e andarono ad arricchire le collezioni private dei nobili e degli aristocratici europei.
I ceramisti cercarono di riprodurre il misterioso e prezioso materiale bianco che proveniva dall’oriente e che era impossibile creare con le terre che si trovavano in Europa.

Per questo alla fine del 1600 molti studiosi dell’epoca cercavano di capire in quale modo e con quali materiali veniva prodotta la porcellana.
Nel 1700 un giovane alchimista tedesco, Johann Friedrich Bóttger, fu costretto da Augusto il Forte a ricercare la formula per la produzione della porcellana e nel 1708 riuscì ad individuare gli ingredienti che la componevano, ossia il caolino e il feldspato.

Da questo ebbe inizio la produzione di porcellana di Meissen, detta anche porcellana di Dresda, diventato oggi un marchio di fabbrica.

La scoperta del tedesco Bóttger fece si che nel resto dell’Europa si iniziassero a produrre vari tipi di porcellana, come in Francia, a Limoges, dove vi erano depositi di caolino.
Le porcellane francesi famose sono quelle di Limoges, di Chantilly e di Sèvres.
Nel 1738 Carlo di Borbone marito di Maria Amalia di Sassonia, nipote di Augusto il Forte, fece aprire una fabbrica per la produzione della porcellana, come quella di Meissen, sulla collina di Capodimonte a Napoli, dove lavoravano molti artigiani che riuscirono a produrre una porcellana più pregiata e di qualità superiore a quella francese, la famosa porcellana di Capodimonte.
Nel 1735 a Sesto Fiorentino, il marchese Carlo Ginori apre la Manifattura di Doccia, per creare un nuovo settore commerciale.

Nel 1896 i marchesi Ginori cedettero la fabbrica al milanese Richard, che produceva ceramiche e così nacque la Richard-Ginori anche oggi famosa per i suoi prodotti in ceramica e porcellana.

Anche in Inghilterra si iniziò a produrre porcellana e nel 1800 un produttore aggiunse alla miscela cenere di ossa animali che rendevano il prodotto più resistente; questo nuovo tipo di porcellana fu chiamata Bone China, tipico della produzione inglese, con i marchi Royal Worcester, Coalport e Royal Crown Derby.
La Bone China fu pian piano perfezionata fino a diventare una delle porcellane più pregiate e richieste del mondo.

Riconoscere la porcellana

Osservate da vicino la decorazione della porcellana, quelle di qualità hanno la cosiddetta decorazione sotto vetrina, cioè la porcellana è stata prima dipinta e poi ricoperta con vernice trasparente.
Le porcellane non finissime hanno, invece una decorazione sopra vetrina.
Per riconoscere queste decorazioni, esaminate l’oggetto di porcellana alla luce riflessa, tenendolo inclinato, nelle porcellane finissime potrete vedere una superficie levigata e senza rilievi anche in corrispondenza della decorazione. Nelle porcellane fini invece, la parte decorata è leggermente in rilievo ed opaca.
La porcellana vi accorgerete, ha un certo peso, se un piatto di terraglia pesa circa 400 grammi, un piatto con le stesse dimensioni ma di porcellana raggiunge i 700 grammi.
Sicuramente l’esame più accurato a cui potete sottoporre la vostra ceramica è quello della trasparenza, con la sua spiccata proprietà di lasciarsi attraversare dalla luce.

Una buona porcellana quando viene percossa con le dita emette un suono vivo e squillante.
Osservate il marchio della casa, sul retro dell’oggetto sono spesso disegnati dei simboli che possono rappresentare le iniziali o il nome per esteso della fabbrica di produzione o le iniziali dell’artigiano. 
Per esempio, le ceramiche di Saint-Cloud sono marchiate con il sole di Luigi XIV, quelle di Sèvres hanno due L intrecciate, quelle di Chantilly portano il simbolo del nucleo di caccia di Condé.

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